Il potere emotivo degli oggetti simbolici

Pubblicato il 03 ottobre 2013

La “Terapia della bambola” che migliora il benessere degli ospiti

Dare espressione a un’emotività altrimenti sottaciuta tramite un oggetto simbolico: la bambola. Questo l’obiettivo di un originale progetto sperimentale ideato dalle educatrici del San Raffaele Modugno.

«Il progetto», spiega Il prof. Luigi Addante, Coordinatore Sanitario del Consorzio San Raffaele, «nasce dalla necessità di migliorare il benessere dei soggetti con demenze senili, Alzheimer e patologie psichiatriche gravi caratterizzate da disturbi del comportamento e da frequenti condizioni di apatia, depressione, disinteresse e inattività totale».

L’ospite, grazie alla cosiddetta "Terapia della bambola", già sperimentata dalla terapeuta Brit-Marie Egedius-Jacobsson in Svezia, trova nuovi canali di espressione delle proprie emozioni. «La bambola», continua Addante, «è un oggetto terapeutico: tramite l'accudimento della stessa la persona attiva relazioni tattili e di cura che favoriscono le diminuzione degli stati di aggressività, apatia, wandering, agitazione. Questo approccio di cura consente al paziente di sentirsi utile e capace di svolgere ancora delle attività quotidiane, di dare affetto e di prendersi cura di qualcuno ma anche di esprimere sentimenti primordiali e naturali».  

Il monitoraggio dei risultati del progetto sperimentale, partito a maggio 2013, avviene tramite alcune variabili specifiche individuate mediante schede osservative giornaliere compilate dagli stessi educatori. In questi primi quattro mesi si è osservato che la terapia ha influito positivamente sul tono dell’umore degli ospiti, sulle capacità relazionali dialogiche, ne ha migliorato il contatto con l’ambiente circostante e ha favorito una migliore percezione di se stessi. Considerati i riscontri particolarmente positivi, si sta valutando l’opportunità di estendere l’attività a tutte le RSA gestite dal Consorzio.

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