Il progetto di Doll Therapy al San Raffaele Flaminia

Al San Raffaele Flaminia è in corso una ricerca sperimentale speciale: si tratta della bambola terapia (Doll Therapy), in grado di innescare nelle pazienti, affette da declino cognitivo, il senso di genitorialità e la voglia di prendersi cura di qualcuno instaurando fiducia in sé stessi. 

La Doll Therapy nasce in Svezia dall’idea della psicoterapeuta svedese Britt Marie Egedius Jakobsson, al fine di creare uno strumento per sviluppare un contatto migliore con il figlio autistico. Ë un trattamento a carattere non farmacologico, che offre alla paziente la possibilità di esprimere le proprie emozioni e di ricevere stimoli multi-sensoriali dalla relazione interpersonale. La terapia interviene in modo positivo sulla sfera cognitiva, comportamentale, relazionale ed emotiva delle pazienti.

In questo primo semestre della ricerca, si è deciso di coinvolgere circa una decina di pazienti donne, ospiti della struttura, divise in sessioni multiple della durata di 45 minuti ciascuna. La Doll Therapy, si sta già dimostrando uno strumento di grande valore per quanto riguarda la sfera sia psico-emotiva sia socio-emotiva-relazionale delle pazienti. 

“La bambola presenta delle caratteristiche specifiche”, spiega la Dottoressa Sofia Sorvillo, referente del progetto, “ha le sembianze di un neonato tra gli otto e i nove mesi, con un’espressione del viso molto dolce e dalla pelle morbida. Il contatto con la bambola stimola e consolida il senso di genitorialità e le aree cerebrali proposte a potenziare l’empatia rallentando e contrastando il declino cognitivo della paziente.”

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