Malattie cardiovascolari: conoscerle per non sottovalutarne i rischi

"Le malattie cardiovascolari sono la più grande epidemia del XXI secolo".

 Ad affermarlo è il Dott. Srinath Reddy, presidente della World Heart Federation.

Forse non tutti lo sanno, ma le malattie cardiovascolari (Mcv) sono infatti tra le principali cause di morbosità, invalidità e mortalità nel mondo.  

Infarto e ictus occupano infatti rispettivamente il primo e il secondo posto per mortalità, responsabili complessivamente nel 2010 del 30% dei decessi. A rivelarlo è il rapporto, pubblicato nel novembre 2013, “Al cuore del problema” commissionato da The Economist – Intelligence Unit.

Dati che confermano quelli diffusi nel luglio 2013 dall’OMS, che ha annunciato di voler guidare una task force contro queste e altre malattie non trasmissibili.

Un problema globale che riguarda tutte le fasce e non solo, come molti credono, la popolazione più anziana. Vera e propria emergenza poco conosciuta quella dei bambini e dei giovani al di sotto dei 18 anni: il rischio può iniziare prima ancora della nascita durante la vita fetale e aumentare durante l’infanzia attraverso l’esposizione al fumo, un’alimentazione non salutare e la mancanza di attività fisica. Cattive abitudini che si radicano poi nello stile di vita dell’adulto, rendendo vulnerabili quindi anche le fasce d’età media.

 

Le principali malattie cardiovascolari

Le principali malattie cardiovascolari – intendendo sia quelle che colpiscono il cuore sia quelle che riguardano il cervello, sono:

-Aritmie cardiache (disturbi del ritmo cardiaco o della frequenza cardiaca)

-Ictus (interruzione dell'apporto di sangue ossigenato nell'area cerebrale)

-Infarto (morte di una parte del muscolo cardiaco, miocardio, dovuta a un’ischemia prolungata)

-Ipertensione arteriosa (la pressione del sangue nelle arterie della circolazione sistemica risulta elevata)

-Malattie delle valvole cardiache (avvengono quando le valvole si restringono o non chiudono più bene)

-Pericardite (infiammazione del pericardio)

-Scompenso cardiaco (alterazione della struttura e della funzione cardiaca che porta a un’insufficiente funzione di pompa del cuore)

-Trombosi venosa profonda (formazione di un coagulo di sangue all’interno di una vena profonda del corpo)

 

Fattori di rischio e prevenzione: è lo stile di vita che fa la differenza

L’80% dei soggetti che va incontro a morte improvvisa ha avuto eventi cardiovascolari. Morti evitabili, se si considera quanto la prevenzione sia ancora ampiamente sottovalutata dai governi e dalla popolazione.

Tra le persone infartuate o con un pregresso ictus, infatti, solo il 35% fa esercizio fisico, il 39% segue una dieta sana e il 19% continua a addirittura fumare.

Unite a visite mediche accurate, le principali regole preventive comprendono l’adozione di un adeguato stile di vita, ovvero:

-seguire un’alimentazione equilibrata

-praticare regolare esercizio fisico

-smettere immediatamente di fumare

-non eccedere nelle bevande alcoliche.

Senza trascurare di controllare periodicamente il polso e la pressione arteriosa e di monitorare i livelli di colesterolemia, trigliceridemia e glicemia.

Anche piccoli accorgimenti come evitare stress fisici, lavorativi ed emotivi e imparare a gestire l’ansia sono fattori importanti da non tralasciare.

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