Osteoporosi, cos'è e come prevenirla

Le ossa con il tempo diventano porose, friabili e fragili. La causa si chiama “osteoporosi”, una malattia dell’apparato scheletrico caratterizzata da una diffusa riduzione della massa ossea e che gli addetti ai lavori – ortopedici, ginecologi, geriatri, fisiatri – considerano una patologia “subdola” o “ladra silenziosa” perché agisce indisturbata provocando una progressiva perdita di calcio nelle ossa con il conseguente indebolimento dello scheletro.

L’osteoporosi colpisce in prevalenza il 40% delle donne in menopausa, soprattutto dei paesi nordici, in quanto le meno esposte ai raggi solari, e il 15% degli uomini.
Fattori di rischio quali la non buona qualità della vita, menopausa precoce, familiarità positiva per storia materna di fratture, assenza di calcio nell’alimentazione, una immobilità prolungata, terapie a base di cortisone per oltre 12 mesi, l’abuso di farmaci come eparina e barbiturici, l’ipertiroidismo, malattie gastrointestinali, l’aumento dell’età media, sono tra le cause più importanti dell’osteoporosi.

Per questa patologia la Commissione Igiene e Sanità del Senato ha già chiesto al ministero della Salute, con un documento, «di includere l’osteoporosi tra le malattie croniche e invalidanti».Secondo una recente indagine, in Italia ogni anno si verificano circa 250mila fratture da osteoporosi, di cui il 25% del femore.

Inoltre, il 50 per cento delle donne presenta fratture delle vertebre con conseguenti deformità (nel 70% degli anziani). Gli effetti sono molto pesanti: l’80% dei pazienti non riesce a salire le scale e il 50% ha una disabilità permanente tanto da non poter svolgere autonomamente le attività della vita quotidiana. Attualmente gli italiani affetti da osteoporosi sono 8 milioni.  

Purtroppo, la malattia non dà campanelli d’allarme o sintomi, se non in fase avanzata. Risultato? La persona colpita dalla debolezza non si accorge di nulla fino a quando una semplice caduta provoca una frattura con tutte le conseguenze. Importante, dunque, è il ruolo della prevenzione: esercizio fisico costante, vita sana, una dieta ricca di calcio e vitamina D, l’abolizione del fumo e la limitazione del consumo di alcool.

Tra le metodiche diagnostiche, la Mineralometria ossea computerizzata (MOC) e la Ultrasonografia digitale restano le tecniche oggi preferite dagli specialisti. Un aiuto, inoltre, viene anche dalla riabilitazione.

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