La malattia di Parkinson

La malattia di Parkinson è un disturbo che colpisce il sistema nervoso centrale causando la degenerazione di alcune cellule nervose (neuroni) situate in una zona profonda del cervello denominata sostanza nera, dove viene prodotta la dopamina, un neurotrasmettitore essenziale per un controllo efficace e accurato dei movimenti di tutto il corpo.Il Parkinson si riscontra con una percentuale leggermente maggiore nel sesso maschile, e la sua incidenza nei paesi occidentali è di circa 360 casi ogni 100 mila persone. Nella maggioranza dei casi i primi sintomi si notano notano intorno ai 60 anni, mentre è assai rara la comparsa del morbo in persone di giovane e media età.In Europa, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) stima che ne sia colpito lo 0,5% della popolazione, per un totale di circa un milione di persone. In Italia i malati sono circa 220 mila, con una media di 1.200 nuovi casi l’anno.SintomiIl morbo di Parkinson é caratterizzato da alcuni sintomi classici quali il tremore, la rigidità e la lentezza dei movimenti (bradicinesia) ai quali si associano anche disturbi dell’equilibrio, l’atteggiamento curvo, l’andatura impacciata, e molti altri sintomi definiti secondari.Il tremore, associato a rigidità e difficoltà nei movimenti, inizia di solito alla mano destra o al piede destro, si manifesta generalmente a riposo ed è assente quando invece l’arto viene utilizzata. Il tremore non è però un sintomo indispensabile per la diagnosi di Parkinson, infatti non tutti i malati di Parkinson sperimentano tremore nella loro storia e, d’altra parte non tutti i tremori identificano una malattia di Parkinson. Inizialmente i pazienti riferiscono una sensazione di debolezza, di impaccio nell’esecuzione di movimenti consueti, che riescono a compiere stancandosi però più facilmente, in genere non si associa una sensazione di perdita di forza muscolare. Ci si accorge poi di una maggior difficoltà a cominciare e a portare a termine i movimenti alla stessa velocità di prima come se il braccio interessato, o la gamba, fossero “legati”, rigidi. La sensazione di essere più lenti e impacciati nei movimenti è forse la caratteristica per cui più frequentemente viene richiesto il consulto medico. Altri disturbi per i quali frequentemente un malato di Parkinson si rivolge inizialmente al medico possono essere l'alterazioni della grafia, della voce e dell’espressione del volto: la scrittura diviene caratteristicamente tremante e con caratteri più piccoli (micrografia), la voce diviene flebile e qualche volta rauca, cambia l’espressione del volto dovuta alla riduzione della mimica facciale. Negli stadi avanzati della malattia possono verificarsi episodi di blocco motorio improvviso e disturbi dell’equilibrio: il blocco motorio, detto anche “freezing” - congelamento delle gambe – non consente al soggetto di muoversi come se i piedi fossero incollati al pavimento e si verifica nelle strettoie oppure all’inizio della marcia o nei cambi di direzione.Il disturbo di equilibrio é essenzialmente dovuto ad una riduzione dei riflessi di raddrizzamento per cui il soggetto non é più in grado di correggere spontaneamente eventuali squilibri, si ricerca verificando la capacità di correggere una spinta all’indietro. L’incapacità a mantenere una postura eretta e a correggere le variazioni di equilibrio può provocare cadute che possono avvenire in tutte le direzioni anche se, più frequentemente, il paziente tende a cadere in avanti.

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