L'arte della Falconeria al San Raffaele Sulmona

E’ iniziata l’estate sulmonese, conosciuta per la sua antichissima “Giostra Cavalleresca”, manifestazione rinascimentale della città di Sulmona, che si tenne fino al 1600 e adesso rievocata dal 1995.

Insieme a dame, cavalieri e sbandieratori, possiamo notare anche i falconieri con i loro uccelli rapaci.

L’arte della Falconeria risale a tempi antichissimi; l’informazione più antica risale, addirittura, ad un sovrano cinese vissuto nel VII secolo A.C.

In Italia, il primo cultore di quest’arte fu, in Sicilia, Ruggero II. Il il massimo esponente fu, però, Federico II, il quale scrisse pure un trattato nel quale affrontava temi etologici e naturalistici. Proprio leggendo e studiando tale testo, un sulmonese, Massimo Carrozza, nel 2001, si appassionò a questa disciplina; nel 2003 arrivò il primo rapace notturno, un barbagianni. Altre persone del borgo della Tomba, a cui appartiene Carrozza, cominciarono ad interessarsi ai rapaci, così, nel 2008, con l’acquisto di altri rapaci, cominciarono ad esibirsi non soltanto a Sulmona, ma anche nei paesi limitrofi, arrivando fino a Bari e Manoppello.

Giovedì 14 luglio sono arrivati anche alla casa di cura San Raffaele di Sulmona, dove faranno un intero spettacolo per i pazienti ospiti della struttura.

La loro, d’accordo con il servizio di volontariato della struttura, sarà un’esibizione completamente gratuita, mirata esclusivamente a far trascorrere qualche ora di distrazione a chi non può, per motivi di salute, seguirli nelle loro trasferte.

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