Riabilitazione Equestre al San Raffaele: quando l’interazione tra l’uomo e l’animale è capace di abbattere ogni barriera

La proposta di legge dell’On. M.V. Brambilla perché tutti possano beneficiarne

L’uomo e il cavallo: un rapporto atavico e ancestrale, che si rinnova ancora oggi con l’ippoterapia. Tangibili i benefici che si sono potuti registrare negli ultimi anni dalla sperimentazione di questo tipo di approccio terapeutico: innalzamento dell'umore e delle capacità cognitive nei malati di Alzheimer, aumento delle capacità relazionali nei casi di disabilità e autismo, facilitazione dell'autostima e integrazione in casi di disagio sociale.

Un’esperienza ben nota al San Raffaele, che a Villa Buon Respiro, in cima a una collina viterberse, ha creato un luogo speciale in cui da anni uomini e animali hanno ristabilito una sorta di rapporto alla pari. Si tratta del Centro di Riabilitazione Equestre, noto in tutta Italia per il suo spettacolare Carosello, che vede come protagonisti cavalli, asinelli e ragazzi con disabilità psichiche e non.

Proprio la pet therapy e l’ ippoterapia sono state in questi giorni al centro della cronaca nazionale dopo la presentazione del progetto di legge «Norme sulla riabilitazione con il cavallo» proposto dall’onorevole animalista Michela Vittoria Brambilla, presidente della Commissione bicamerale per l'infanzia e l'adolescenza. La Brambilla ritiene che «la riabilitazione equestre vada riconosciuta come cura. Per dare garanzie ai pazienti, agli operatori e agli animali stessi, occorre riconoscere esplicitamente e disciplinare l'ippoterapia come tecnica riabilitativa integrativa, erogabile dal servizio sanitario nazionale, così che tutti i bimbi malati possano beneficiarne. Occorre disboscare la giungla di iniziative non sempre controllate e controllabili, fissare standard e dare certezze a tutti, a cominciare da chi ha bisogno della terapia».

Una legge ad hoc, dunque, la cui proposta è stata caldamente accolta da Daniela Zoppi, Responsabile del Centro Equestre di Villa Buon Respiro, la quale si dice «felice che l’onorevole Brambilla abbia deciso di occuparsi concretamente del tema. Sono anni ed anni che noi operatori del settore aspettiamo questo importante passo. In caso di approvazione della legge sarebbe possibile estendere le attività riabilitative a molti utenti che oggi non possono accedere a questo servizio e avviare importanti progetti di ricerca anche in collaborazione con enti ed istituti scientifici per raggiungere più elevati traguardi in favore dei nostri pazienti».

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