Al San Raffaele Modugno e Alberobello la tecnologia al servizio dell’uomo

Gli studi pubblicati sulla rivista Research in Developmental Disabilities

2,6 milioni: questo il numero di soggetti che in Europa hanno problemi di mobilità ridotta. Si tratta di pazienti affetti da gravi patologie, come la sclerosi multipla o la sclerosi laterale amiotrofica, che comportano la definitiva compromissione del sistema neuromotorio. Riuscire ad aprire una porta, parlare con una persona, connettersi ad internet: tutti gesti che nella vita di tutti i giorni noi facciamo normalmente, e che invece diventano muri insormontabili per chi non può muoversi, non può parlare. Persone costrette ad essere completamente dipendenti dal supporto di un familiare, di un amico, mentre il desiderio più grande è quello di riuscire a fare “da solo”, di essere autonomo.

Un’autonomia oggi in parte raggiungibile grazie all’utilizzo delle Tecnologie Assistive, intese come strumenti tecnologici in grado di aiutare i soggetti con disabilità ad esprimere il loro potenziale, sopperendo in parte alle loro difficoltà. «Le TA possono fare la differenza tra una condizione di emarginazione e una di partecipazione attiva alla vita sociale», spiega Luigi Maria Addante, Coordinatore Sanitario del Consorzio San Raffaele, autore di due studi effettuati presso le RSA del San Raffaele di Alberobello e Modugno, sui benefici dell’utilizzo delle TA su soggetti con ampi lesioni neuromotorie. Il lavoro è stato pubblicato sulla rivista Research in Developmental Disabilities, edita dall’autorevole Elsevier, il maggior editore mondiale in ambito medico e scientifico. ù

«I nostri studi», afferma Addante, «si sono concentrati su pazienti colpiti da ictus ischemico e sclerosi laterale amiotrofica: l’obiettivo è stato quello di dimostrare come l’utilizzo di particolari strumenti tecnologici può consentire la comunicazione autonoma di persone disabili semplicemente convertendo l’informazione non accessibile in un altro formato, accessibile al disabile».

Pazienti che non erano in grado di parlare, ma capivano perfettamente tutto ciò che succedeva intorno a loro, accompagnati dall’équipe delle RSA pugliesi, in collaborazione con il Prof. Lencioni e la Prof.ssa Megna dell’Università di Bari, sono riusciti ad utilizzare il computer attraverso il solo movimento della testa, altri con gravi problemi di motilità hanno potuto fare una telefonata grazie ad un sistema telefonico computer assistito.

Una tecnologia al servizio dell’uomo, quindi, in grado di rendere “accessibili” dei semplici gesti quotidiani, per qualcuno prima improponibili.

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