Riabilitazione: il rapporto tra mente e corpo

Anche la psiche deve riabilitarsi

La riabilitazione: un processo lungo e delicato che coinvolge piani differenti, dal corpo alla mente. Vederla come un recupero puramente fisico non porta infatti ai risultati sperati, bisogna quindi concepire la riabilitazione in modo diverso da quanto è stato fatto finora.

Nuovi studi dell’American Psychological Association hanno messo in evidenza come il recupero fisico e quello mentale non possono essere separati, in quanto si influenzano a vicenda. È necessario quindi mettere in atto un lavoro d’équipe tra fisioterapisti, medici e psicologi, per intervenire su aspetti come i riflessi condizionati, l’autocontrollo e la propriocettività.

«Le ricerche statunitensi», spiega il Prof. Valerio Tolli, fisiatra e neurologo dell'IRCCS San Raffaele Pisana, «dimostrano che, per un meccanismo di condizionamento riflesso, non ci si può dire veramente guariti da un infortunio o un incidente fisico finché anche la psiche non si sia liberata di ogni traccia del trauma».

«Bisogna quindi attuare un programma basato su esercizi specifici e mirati», conclude, «che tengano conto del legame indissolubile tra mente e corpo per recuperare in tempi brevi e in modo globale le funzionalità perdute. L’insicurezza e la paura del soggetto, ad esempio, anche se talvolta non percepite in modo consapevole, possono tradursi in una scarsa resa e in un elevato rischio di ricaduta».

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