Una nuova era per la malattia di Parkinson

Se ne parla al San Raffaele durante la Summer School on Rehabilitation of Parkinson Disease

Una malattia neurodegenerativa molto diffusa, ad evoluzione lenta ma progressiva, che coinvolge, principalmente, alcune funzioni quali il controllo dei movimenti e dell'equilibrio. Si tratta del Parkinson, patologia che fu definita dal suo scopritore come una shaking palsy, ovvero una paralisi agitante.

Nonostante la grande diffusione della malattia, e benché i suoi sintomi siano noti da oltre due secoli, le cause non sono ancora conosciute. Questo uno degli snodi centrali del seminario tenutosi ieri presso il San Raffaele di Via di Val Cannuta, durante il primo incontro di una tre giorni interamente dedicata al Parkinson: la Summer School on Rehabilitation of Parkinson Disease.

«Sembra che vi siano molteplici elementi che concorrono allo sviluppo del morbo», spiega il Prof. Fabrizio Stocchi, responsabile del Centro per la cura e la diagnosi del Parkinson dell’IRCCS San Raffaele Pisana. «La teoria più accreditata è quella che fa riferimento a tre ordini di fattori: quelli ambientali, quelli genetici e quelli epigenetici».

«Eventi come la Summer School», prosegue, «servono proprio a far chiarezza su questi aspetti, aprendo un dibattito tra i maggiori esperti del campo. Bisogna rendersi conto che ci troviamo in una fase di “nuovo inizio”, in cui si prospettano anche nuovi aspetti terapeutici. La malattia di Parkinson sta vivendo una nuova era in cui la riabilitazione svolge un ruolo sempre più importante. Per questo bisogna riconoscere l’efficacia e la “dignità” della neuro riabilitazione nel migliorare la qualità di vita dei pazienti».

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