Falling, il documentario su Laura Rampini, unica paracadutista paraplegica al mondo

Domani la presentazione presso il San Raffaele Sulmona

Falling”: la tenacia, la forza interiore e la voglia di sognare, di ricominciare anche quando la vita ti spezza le ali. Un documentario che colpisce al cuore e allo stomaco e che diventa storia universale capace di entrare negli occhi e nella mente di chiunque lo guardi.

Si tratta del docu-film sulla storia di Laura Rampini, prima e ad oggi unica paracadutista paraplegica al mondo, che domani pomeriggio alle 17.00 sarà in visita al San Raffaele Sulmona per mostrare il documentario ai pazienti e al personale della struttura. Sempre domani la Rampini presenterà, in anteprima assoluta al San Raffaele, “Nessuna barriera tra me e il cielo”, il suo primo libro edito da Mondadori, disponibile nelle librerie a partire dal 2 settembre.

Un racconto sulla speranza: la protagonista, che all’età di 23 anni in seguito a un incidente stradale perde l’uso degli arti inferiori, si sente dapprima impotente e frustrata, ma riuscirà nonostante la sua umana fragilità a coronare il sogno di una vita, quello di lanciarsi con il paracadute.

«Ho deciso di portare la mia testimonianza nelle principali Unità Spinali presenti sul territorio italiano, tra cui il San Raffaele Sulmona, che per me occupa un posto speciale», spiega Laura. «In questi anni ho avuto modo di apprezzare la professionalità di tutti gli operatori di questa struttura dove i pazienti con mielolesione vengono accolti da una grande famiglia. Un ringraziamento speciale – continua la Rampini – va al Direttore Sanitario, il Dott. Giorgio Felzani, che riesce ad essere professionale come un primario e umano come un amico».

«Tramite il libro e il documentario», afferma la protagonista, «porto la mia esperienza attraverso la voce di tutti coloro che ho incontrato nel mio cammino. È una storia che, senza moralismi, vuol comunicare che la vita è un dono meraviglioso e che può essere vissuta a 360 gradi anche su una sedia a rotelle».

«La gente oggi è scoraggiata», prosegue Laura, «le persone hanno smesso di sognare e si trascinano faticosamente a fine mese. Che senso ha dunque realizzare un film o scrivere un libro? Certe storie le amiamo perché ci mostrano come potrebbe essere la nostra vita, se solo avessimo il coraggio di agire».

«Ogni grande narrazione», conclude, «realizza sempre un piccolo insospettabile miracolo, parla di una parte di te: la migliore. E come succede nelle grandi storie, quando termina il film, esci dalla sala come ripulito. Perché insieme all’eroe hai affrontato battaglie e superato ostacoli. E ora anche tu sei armato di nuova forza».

Un messaggio di amore e di speranza, perché, se ce l’ha fatta Laura Rampini, chiunque può scoprire il suo paracadute e volare nel proprio cielo.

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