Gestione dell’ “anziano fragile”: una giornata di confronto e formazione al San Raffaele Sabaudia

Al centro del dibattito presso la RSA le nuove sfide, l’importanza della Ricerca e della continuità tra operatori e istituzioni nell’assistenza alla cronicità

Una giornata di confronto e formazione tra medici, personale socio-sanitario e istituzioni locali.

Il convegno sulla gestione dell’ “anziano fragile”, tenutosi sabato scorso presso la RSA San Raffaele di Sabaudia, ha rappresentato un’interessante occasione di informazione professionale e dibattito, per gli addetti ai lavori ma non solo. A moderare l’incontro e la tavola rotonda che ne è seguita il Prof. Natale Santucci, Direttore Medico Aziendale del San Raffaele e la dott.ssa Tiziana Balsamo, Direttore Comunicazione e Marketing e Capo Ufficio Stampa del gruppo capitolino.

«Una realtà stupenda»: così Maurizio Lucci, sindaco della città pontina, ha definito la Residenza Sanitaria Assistenziale di Sabaudia, «struttura che è riuscita ad affermarsi come punto di riferimento per tutta la comunità locale». Proprio perché specializzata nell’assistenza alle persone anziane con quadri clinici complessi, la residenza di Borgo San Donato ha rappresentato la più adeguata tra le cornici possibili per porre al centro del dibattito il delicato tema della loro cura.

Dai medici di medicina generale a quelli specializzati, dalle istituzioni locali ai ricercatori, la gestione della più fragile delle età è un impegno corale, il cui successo passa attraverso continuità, integrazione, comunicazione e ricerca.

Di «rivoluzione demografica» ha parlato il Prof. Massimo Fini, Responsabile Scientifico dell’IRCCS, affrontando il tema dei nuovi bisogni di salute e assistenza degli anziani. «Una fascia sempre più larga di popolazione destinata a crescere ulteriormente nei prossimi anni, a fronte di una popolazione giovanile che invece è sempre meno rappresentata». Gli ultra ottantenni sono sempre più numerosi e con essi crescono i casi di multi-morbilità e quini la necessità di trattamenti poli-farmacologici.

Il dato demografico illustrato dal Prof. Fini ha rappresentato il punto di partenza di un’interessante panoramica di relazioni in cui la complessità dell’assistenza all’anziano fragile è stata inquadrata da più angolature: quella del medico di medicina generale, grazie a Paolo Fragiotta, Medico di Medicina Generale del territorio (MMG), e quella delle istituzioni locali, attraverso gli interventi di Quintilio Facchini, Giuseppina Carreca e Cesarina Rovere, rispettivamente Presidente Provinciale FIMMG, Direttore Distretto 2 della Asl di Latina e Responsabile UOS Cad Latina (Unità Operativa di Supporto - Centro Assistenza Domiciliare).

Un compito che pone ogni giorno di fronte a nuove sfide ma che, laddove si riesce a rispondere con le giuste cure, regala soddisfazioni e una migliorata qualità della vita agli assistiti, come ha spiegato Raffaella Rossi, Direttore Sanitario del San Raffaele di Sabaudia. Che non si parli di luoghi dove si “aspetta la fine”, le RSA sono realtà anche di belle storie dove i pazienti, assistiti da medici, psicologi e famigliari, riescono a riavvicinarsi a sé stessi e al mondo, riscoprendo l’interesse perso per le piccole cose. Come Giuseppina, classe 1926, che «grazie alla scoperta del disegno e stimolando la sua creatività, ha ritrovato la voglia di socialità perduta sconfiggendo solitudine e cattivo umore».

Prevenzione e ricerca sono le altre fondamentali linee guida. «Dove si fa Ricerca, si cura meglio», ha infatti affermato Stefano Bonassi, Responsabile dell’Unità di Epidemiologia Clinica dell’IRCCS Pisana, illustrando obiettivi e metodologie del progetto Scar@beo che – scommette il ricercatore - «renderà più consapevole il compito dell’assistenza alle fasce più anziane poiché garantisce una visione ‘olistica’ delle loro condizioni di salute».

Non soltanto medicina e farmaci. La cura degli anziani fragili comporta una visione e un’azione a 360° in cui tutti gli operatori svolgono un fondamentale compito. Perché, a 30 come a 80 o 90 anni, non è importante soltanto sopravvivere ma vivere bene, aggiungendo qualità alla vita, e non soltanto anni alla vita.

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