SEMPRE PIU’ ANZIANI E SEMPRE PIU’ FRAGILI: LE SFIDE DELLA PUGLIA NELLLA GESTIONE DEGLI ANZIANI

Convegno “La medicina Geriatrica del futuro”: un confronto a più voci per non farsi trovare impreparati

Sulle pagine delle Agende del Welfare regionale pesano come macigni i temi dell’invecchiamento della popolazione e dei crescenti bisogni di Salute ad essi associati. A fare il punto sulla situazione e istituire un dibattito sul tema, ci ha pensato il Convegno Nazionale “La medicina geriatrica del futuro”, incontro organizzato dal Consorzio San Raffaele e patrocinato dall'OMCeO Bari (l'Ordine Medici Chirurghi e Odontoiatri di Bari), che ha mostrato lo spaccato di una regione, quella pugliese, sempre più anziana, sempre più cronica e quindi sempre più bisognosa di risposte di cure e assistenze. Un'importante occasione di confronto tra istituzioni e operatori delle professioni sanitarie alle prese con nuove sfide imposte nella gestione e nell'assistenza dei malati cronici. Numerose le personalità presenti, folta la platea dei professionisti della Salute che hanno preso parte all'incontro, segno di un bisogno di confronto e dialogo su un tema che si annuncia sempre più prioritario. Riordino delle procedure di presa in carico del paziente e restyling delle RSA. È anzitutto questo ciò di cui ha bisogno il Servizio Sanitario Regionale. Ne è convinto Giuseppe Romano, Presidente della Commissione Sanità della Regione Puglia che recentemente, insieme al capogruppo del Pd alla Regione Puglia, Michele Mazzarano, si è reso protagonista di una proposta di legge che tende a superare la divisione tra RSA, RSSA e RSAA. “In Puglia esistono troppe tipologie di presa in carico del paziente – ha dichiarato nel corso della tavola rotonda - Occorre fare un restyling che abbia come focus le difficoltà del sistema: dall'ospedale alla post-acuzie, dalla riabilitazione alla domiciliazione e alla dimissione difficile. La patologia del paziente anziano è un problema sempre più sociale, per questo occorre semplificare la presa in carico". RSA di cui Romano ha riconosciuto il ruolo fondamentale, sottolineando come nel percorso della patologia dell'anziano, “nel momento della post-acuzie a volte sia funzionale una RSA invece del reparto di lungodegenza”. Peso economico e complessità gestionali dell’assistenza geriatrica. Sono sfide che ogni giorno è chiamato ad affrontare Ettore Attolini, Direttore dell’Area di Programmazione e Assistenza Ospedaliera dell’A.re.S. Un ruolo, il suo, che si fa ancora più delicato all’interno di una Regione come la Puglia, che con una spesa farmaceutica che si attesta come la più alta d’Italia e un buco che sfiora i 100 milioni di euro, presenta uno tra i Sistemi Sanitari Regionali più problematici dell’intero Paese. Per avere un’idea dello stato dell’arte, basti come dato il seguente: “In base ai nostri calcoli - ha spiegato Attolini - abbiamo stimato che l’ultimo percentile della popolazione regionale consuma il 20% della spesa sanitaria”. “Lavorare in un quadro in cui chiudono ospedali, si blocca il turnover per piani di rientro e ci sono continui tagli alla Sanità – ha precisato – non è affatto semplice, soprattutto alla luce della costante invecchiamento della popolazione pugliese”. Ignazio Zullo, consigliere regionale pugliese, ricusando la differenziazione “sanità pubblica/privata” adottata da Attolini, ha sostenuto invece che nell’approcciarsi al tema dell’assistenza e della programmazione dei servizi sanitari, “bisogna superare questa visione dicotomica poiché c’è un unico bene comune, che è quello del cittadino”. La salute degli anziani fragili va preservata attraverso la costruzione di un rete di cure e servizi integrata. “Non soltanto ospedali, quindi ma tutto l’insieme di ambulatori, RSA, strutture per la lungodegenze e predisposizione di servizi domiciliari”. Visioni e approcci diversi quelli del dibattito di oggi. Un confronto animato però dalla trasversale e condivisa consapevolezza che ignorare o sottovalutare la pressione del dato dell’invecchiamento demografico è un errore che non si può commettere.

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