La Fondazione Silvana Paolini Angelucci Onlus “scende in campo” ancora una volta con una nuova iniziativa dedicata ai pazienti di Villa Buon Respiro e del San Raffaele Pisana

La Società Sportiva Lazio apre le porte agli ospiti delle strutture

Una giornata emozionante quella vissuta ieri da undici pazienti di Villa Buon Respiro (Viterbo) e venti pazienti dell’IRCCS San Raffaele Pisana (Roma), ospiti d’eccezione del Centro Sportivo di Formello per assistere all’allenamento della Lazio, per conoscere i giocatori e l’allenatore della loro squadra del cuore.

Alle ore 15 i cancelli della Società Sportiva Lazio si sono aperti in onore di tifosi davvero speciali, ognuno di loro alle prese con una diversa patologia, che insieme a familiari e operatori sanitari hanno avuto l’opportunità di vivere un’esperienza unica. L’iniziativa è stata promossa e organizzata dalla Fondazione Silvana Paolini Angelucci Onlus, che dal 2005 persegue la missione di sostenere le persone più fragili e di migliorare la loro qualità di vita.

Ospitati dalla Lazio e dal Presidente Claudio Lotito, subito disponibile a sostenere nuovamente le iniziative della Fondazione, i partecipanti hanno provato la gioia e l’entusiasmo di un pomeriggio fuori dall’ordinario, oltre che funzionale al programma terapeutico.

«La forza aggregativa dello sport», spiega la Dott.ssa Giovanna Platania, Medico Responsabile Servizio Residenziale e Semiresidenziale Adulti di Villa Buon Respiro, «è un efficace strumento terapeutico, per lo sviluppo di valori positivi come l’amicizia, l’integrazione sociale, la collaborazione e il gioco di squadra, il tutto all’insegna del divertimento e di una sana competizione. Lo sport agisce da collante per comunità anche piccole come la nostra, oltre a promuovere la salute fisica e mentale. Questa giornata ha rappresentato per i nostri ragazzi la giusta risposta al grande impegno che hanno dimostrato nel corso di questi mesi di intenso lavoro, confermando lo sviluppo di quelle capacità relazionali, sociali e di appartenenza che sono ormai parte integrante dei loro progetti riabilitativi».

Insomma, una rete sul campo per “creare rete” nella vita: è lo sport che fa bene al cuore.

 

Leggi l'articolo del Corriere dello Sport del 6 maggio 2016

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