I piccoli pazienti del Reparto pediatrico dell’IRCCS San Raffaele Pisana in visita alla Cappella Sistina

Una giornata diversa nel segno dell’arte e della scoperta grazie alla Fondazione Silvana Paolini Angelucci Onlus

La cultura, la storia, la bellezza custodite da secoli nelle stanze dei Musei Vaticani hanno brillato sabato scorso anche nei curiosi occhi dei piccoli pazienti del Reparto pediatrico dell’IRCCS San Raffaele di Roma. Grazie all’impegno della Fondazione Silvana Paolini Angelucci Onlus, promotrice dell’iniziativa, circa quindici ragazzi provenienti dall’Istituto di via della Pisana sono infatti stati guidati in una speciale visita attraverso uno dei luoghi d’arte più ricchi e suggestivi del mondo: la Cappella Sistina.

Accompagnati dal Prof. Natale Santucci, Direttore Medico Aziendale del San Raffaele e dalle Dottoresse Claudia Condoluci, Medico Responsabile, Romina Lapenna, Educatrice, e Giovanna Orsini, Psicologa, i pazienti del Reparto Pediatrico dell’IRCCS San Raffaele hanno potuto guardare con i propri occhi, grazie ad una visita interamente dedicata a loro, la magnificenza degli affreschi michelangioleschi.

«È stato un momento molto commovente – ha dichiarato la Dottoressa Condoluci – i ragazzi si sono dimostrati affascinati, rivolgendo alla guida domande curiose e interessate. Ringraziamo come sempre la Fondazione Silvana Paolini Angelucci Onlus per aver organizzato la visita, che si è svolta compatibilmente con le esigenze di cura e riabilitazione dei nostri pazienti».

«Ho partecipato alla visita alla Cappella Sistina – ha dichiarato il Prof. Santucci - animato dallo spirito di condividere con i piccoli pazienti e i loro familiari la meraviglia e lo stupore di fronte al miracolo di Michelangelo». Un momento emozionante per i pazienti del Pediatrico di via della Pisana, dove circa un mese fa è venuta a mancare la figura, storica e amatissima, del Prof. Albertini, per anni Medico Responsabile del Centro per lo Sviluppo Infantile. «Sono sicuro di aver interpretato in questo sentimento il sentire che avrebbe espresso l'amico Giorgio».

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