Quando il contatto con l’animale riabilita, travalicando barriere e difese

Il progetto di pet-therapy della RSA San Raffaele Sabaudia

Migliorare le condizioni psicofisiche del soggetto, alleviare il periodo di degenza, le preoccupazioni per il futuro o per il trasferimento dalla propria casa a una residenza sanitaria: sono alcuni degli effetti benefici delle attività di pet-therapy. Instaurare un contatto tra il paziente e l’animale può infatti suscitare importanti risultati dal punto di vista medico e psicologico, per questo nascono progetti dedicati come quello portati avanti dalla RSA San Raffaele Sabaudia con il supporto fondamentale dell’Associazione ONLUS “Qua la zampa” di Latina.

«L’efficacia della pet therapy», spiega la Dott.ssa Raffaella Rossi, Medico Responsabile della RSA pontina, «è ormai accertata nell’ambito della riabilitazione e nel trattamento di ospiti anziani, bambini, disabili. Si manifesta su vari livelli: motorio, cognitivo, sensoriale, comunicativo, ma anche sociale, dal momento che stimola l’attivazione emozionale e l’interazione. L'animale riesce infatti a travalicare barriere e difese, e favorisce la piena espressione del soggetto, aumentando il benessere e la qualità della vità».

Le Linee guida nazionali rilevano l’importanza di effettuare tutte le attività di pet-therapy sotto la guida di una équipe multidisciplinare composta in genere da educatore cinofilo, educatore e psicologo. Ad ogni seduta sono inoltre presenti almeno due operatori per garantire un monitoraggio costante.

«Un ringraziamento speciale», continua la Dott.ssa Rossi, «va all’associazione ONLUS “Qua la zampa”, in particolar modo all’educatore cinofilo Daniele Mercuri e ai suoi cani Saetta (labrador retriever), Ombra (labrador retriever) e Nuvola (collie). Ogni animale è certificato, in quanto deve avere determinati requisiti comportamentali e sanitari, attitudini e capacità valutati da un veterinario esperto».

Ha radici antiche nella nostra storia e nella nostra cultura, eppure quello tra uomo e animale è un legame i cui risvolti positivi non smettono mai di stupire, anche in campo medico-scientifico, andando a riscoprire e rivalutare la capacità non verbale della comunicazione, a suscitare un gesto inaspettato o un sorriso tanto atteso. «Non bisogna sottovalutare inoltre il potenziale “evocativo” che il cane ha nei confronti nei nostri anziani ospiti», conclude la Dott.ssa Rossi, «rappresentando non solo un elemento distraente ma un vero e proprio accesso alla loro memoria, in quanto rispolvera vissuti personali e biografici legati a ricordi positivi di un passato altrimenti offuscato da patologie come Alzheimer e demenze senili». 

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