Dalla pet therapy all’ortoterapia: al Villaggio Coldiretti la testimonianza del Prof. Natale Santucci, Direttore Medico Aziendale San Raffaele Spa

Portare sotto gli occhi della cittadinanza il lavoro, le produzioni e le ricette della tradizione Made in Italy. Al Circo Massimo di Roma, dal 5 al 7 ottobre, 80mila metri quadrati completamente dedicati ai prodotti delle campagne e alle aziende agricole hanno ospitato animali d’allevamento di ogni specie e accolto scuole, famiglie, curiosi da ogni parte d’Italia e, ovviamente, esperti del settore.

Non poteva mancare la testimonianza di uno dei grandi protagonisti della manifestazione, il San Raffaele, che ha portato la sua esperienza pluriennale nella riabilitazione equestre e onoterapia. Al workshop di domenica, tenutosi dalle 16 alle 17.30 e intitolato “Verso un welfare sostenibile. Agricoltura sociale” è stato il Prof. Natale Santucci, Direttore Medico Aziendale San Raffaele Spa, a illustrare i benefici sui pazienti ottenuti grazie all’introduzione della pet therapy e dell’ortoterapia nei programmi terapeutici di riabilitazione.

«Queste attività» ha spiegato il Prof. Santucci durante il suo intervento «sono strumenti di cura importantissimi e complementari a quelli tradizionali, funzionali al miglioramento della qualità di vita dei nostri ospiti. Gli obiettivi sono la stimolazione e il mantenimento delle capacità cognitive attraverso la sollecitazione psico-sensoriale delle abilità mnestiche, del linguaggio, del movimento e delle emozioni personali. Attraverso l’interazione con gli animali si intende favorire l’inserimento sociale del soggetto e svilupparne le  potenzialità, il linguaggio, la comunicazione. Presso il Centro di riabilitazione equestre del san Raffaele Viterbo vengono trattate diverse forme di disabilità, autismo, disturbi comportamentali o la cecità».

«Non solo ippo e onoterapia ma anche garden therapy e ortoterapia: un processo attivo o passivo attraverso cui l’individuo può sviluppare benessere utilizzando piante e orticoltura. Coinvolge i pazienti psichiatrici e degli Hospice SR (Rocca di Papa, Cassino, Montecompatri), completandone il percorso clinico assistenziale. Nei pazienti oncologici in fase terminale, questo tipo di attività aiuta a riconciliarsi con il ciclo della vita: osservare e raccogliere il frutto del proprio impegno aiuta a sentirsi parte di qualcosa di più grande. Si realizza così ancora una volta», ha concluso il Prof. Santucci, «il miracolo rappresentato dalla forza vitale e spontanea della natura quale sostegno e cura dell’uomo nel momento più critico della vita».

Il workshop ha coinvolto importanti realtà pubbliche, private e del terzo settore, ospitando illustri relatori, tra cui Francesco Di Iacovo (Professore presso Università di Pisa), Alessandra Pesce (Sottosegretario di Stato al Ministero delle Politiche Agricole alimentari e forestali), Angela Galasso (AiCARE), Gabriella Stramaccioni (Garante dei detenuti di Roma Capitale), Silvia Marchionne (Azienda Agricola Puravida), Maurizio Pennelli (Direttore Carcere Barcaglione di Ancona), Gianni Genga (Direttore Generale INRCA), Ugo Testa (ASSAM), Gabriella Carnieri Moscatelli (Presidente Telefono Rosa), Silvia Paolini (Azienda Agricola Casa), Anna Casini (Vicepresidente Regione Marche), Tommaso Di Sante (Presidente Coldiretti Marche), Roberto Moncalvo (Presidente Coldiretti).

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