IL FUTURO DEI COMITATI ETICI TRA REGOLE E TECNOLOGIE - Focus organizzato dall’IRCCS San Raffaele con i maggiori esperti della materia e partecipanti provenienti da diverse strutture regionali e nazionali

Nuove sfide e un presente con luci e ombre quello dei comitati etici. La partita è ancora aperta e sarà importante anche far coincidere i tempi della definizione e dell’attuazione delle norme con quelli della ricerca. Il tema del “futuro dei Comitati etici, tra regole e tecnologie”, é stato oggetto del dibattito organizzato dal IRCCS San Raffaele di Roma, presso la sede di via Val Cannuta, a cui hanno preso parte numerosi esperti.

Hanno partecipato tra gli altri: Massimo Fini, direttore scientifico IRCCS San Raffaele e il rettore dell’Università San Raffaele di Roma, Enrico Geraci; Carlo Petrini, presidente Comitato Etico (CE), dell’Istituto Superiore di Sanità; Marcella Marletta, direttore generale della Direzione dispositivi medici e del Servizio farmaceutico del Ministero della Salute; Carlo Tomino, Comitato etico IRCCS San Raffaele.

Fondamentale, per assicurare una presenza italiana di rilievo nelle sperimentazioni cliniche, sarà l’assetto organizzativo che il Paese deciderà di avere e che sarà oggetto di interventi normativi nei prossimi mesi. In questo senso, decisivo è il ruolo del Centro di coordinamento dei Comitati etici anche per uniformare le procedure tecnico-amministrative di tutti gli organismi che compongono la rete italiana. Sono diverse le criticità su cui è stata fatta una riflessione nel corso dell’incontro, che contemplano anche ritardi nell’applicazione della legge 3/2018 e l’esigenza di avere norme chiare. In particolare, Carlo Petrini, Presidente Comitato Etico (CE), dell’Istituto Superiore di Sanità, evidenziato che la legge ha portato alla costituzione del Centro di coordinamento nazionale dei comitati etici, e non ha fatto mistero del fatto che l’organismo “lavora con evidenti difficoltà per questioni strutturali non ottimali” e ha sottolineato che i 40 centri etici territoriali, attesi entro l’aprile del 2018, “tuttora non sono stati istituiti, anche per delle resistenze delle regioni verso alcuni criteri da considerare, e che andrebbero letti con una certa flessibilità”. Rispetto all’attività dei Comitati etici emergono, inoltre, “clamorose differenze tra i pareri espressi e anche in termini di tempo di espressione dei pareri” ha aggiunto.

Le nuove regolamentazioni europee modificheranno sostanzialmente il modo di fare ricerca, in ogni caso il ruolo del comitato etico resterà centrale a tutela dei pazienti. Peraltro la ricerca è in continua evoluzione e “i Comitati etici si trovano ad affrontare difficoltà sia tecniche che bioetiche – osserva Carlo Tomino, del Comitato etico dell’IRCCS San Raffaele Pisana - tatuaggi parlanti, adesivi che monitorano il cuore e il sonno, sistemi domestici wi-fi che controllano (senza bisogno di indossare niente) le funzioni vitali; sono pochi esempi di tecniche innovative che sono in corso di sviluppo anche nell’IRCCS San Raffaele e che sono in fase di sperimentazione nei prossimi mesi, sulle quali il Comitato è tenuto a esprimersi”. Si tratta di nuovi traguardi per il benessere delle persone ma anche sfide importanti che riguardano pure le regole da applicare alla scienza.

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