Parkinsoniani… e la soluzione non si trova

Per i preparativi del prossimo spettacolo, evoluzione del “Parkinsoniani in cerca di soluzioni” rappresentato la scorsa stagione al Teatro Parioli di Roma, c’è un grande fermento al DH di Riabilitazione Neuromotoria del San Raffaele Velletri, diretto dalla dott.ssa Maria Grazia Piscaglia.
“Parkinsoniani… e la soluzione non si trova” è la piece teatrale, che andrà in scena il primo marzo al Gran Teatro di Roma, interamente ideata e realizzata dai pazienti parkinsoniani sotto la preziosa guida della logopedista Licia Cianfanelli.
L’avventura della compagnia teatrale parkinsoniana del San Raffaele Velletri ha avuto inizio quando, in un giorno di esercizi logopedici, questi allegri signori e la dott.ssa Cianfanelli hanno deciso di trasformare una terapia a volte monotona e ripetitiva in un’esperienza divertente e di grande coesione.
Oggi a distanza di un paio d’anni, questo gruppo ha dimostrato come la rieducazione logopedica rivisitata in chiave teatrale rallenti il decadimento cognitivo e in un contesto allargato, grazie alla sua caratteristica di non ripetitività, vivacità, ricchezza creativa e amplificazione della socialità, sia più efficace nel mantenere efficiente le capacità intellettive e le performance motorie.

I protagonisti della nostra storia ci hanno raccontato la malattia del morbo di Parkinson sotto un aspetto per noi del tutto nuovo: come un amico. Non che siano felici della malattia, ma grazie alla terapia del sorriso hanno imparato a conviverci con allegria.
Le terapiste, ci dicono, con la loro accoglienza e disponibilità, li fanno sentire a loro agio nonostante i problemi motori e cognitivi, che invece, sia in famiglia che in pubblico, loro vivono con grande disagio. Inoltre, convivere con i propri simili li aiuta a ridere di quelle piccole gaffe che Laura, settantenne loquace e solare di Frascati, definisce “sciocchezze che possono capitare” e aggiunge che, a casa o fuori casa è tutto più difficile.
Ciò che più colpisce conoscendo questo gruppo di persone è il loro affiatamento e il loro spiccato senso del gioco di squadra in cui ognuno deve fare la sua parte: non ha importanza se ogni muscolo del corpo si muove per conto proprio, o se non si ha un filo di voce.
Riccardo, ferroviere in pensione e fertile poeta, ci racconta come il Parkinson crei un isolamento anche all’interno della propria famiglia, a volte solo perché non ci si vuol far vedere tremare. Ma, ci dice, se il tuo contributo può essere determinante per la riuscita dello spettacolo: quando vedi che sul palco ti applaudono nonostante i tuoi problemi, allora ti fai coraggio, vai avanti e diventi più sicuro di te. Straordinariamente, tutto questo si ripercuote anche nella vita quotidiana.
Tornando a parlare dello spettacolo “Parkinsoniani… e la soluzione non si trova”, le meravigliose scenografie, che arricchiranno il palco del Gran Teatro, sono state magistralmente realizzate dallo scenografo della compagnia l’architetto Felice.
La sceneggiatura, invece, è di Giannangelo, informatico in pensione, che, nel continuo tentativo di far ridere, in primis loro stessi e poi il pubblico, crea delle storie semiserie facendo delle parodie sul Signor Parkinson e su tutto ciò che ne deriva.
Riccardo, adatta le parole delle canzoni e aggiunge le musiche agli spettacoli. E quando gli si chiede quale sia il più grande beneficio della teatro terapia non ha esitazioni: potersi esprimere in ciò che ha sempre desiderato fare nella vita, cioè cantare e recitare. Il gruppo ha anche un produttore, Armando, che per tanti anni è stato il presidente del Kennel Club Colosseo, associazione cinofila romana, molto attiva nel promuovere lo spettacolo.
C’è da sottolineare che tutti gli attori si danno da fare nei preparativi dello spettacolo: oltre a coloro che già vi abbiamo presentato, Bruna, Anita, Rossana, Luigi, Pierluigi, Mario, Lino e Silvano con l’aiuto dei terapisti occupazionali del San Raffaele Velletri stanno confezionando gli abiti di scena utilizzando materiali di recupero della struttura stessa. Ed è a tutti loro che facciamo un grandissimo incoraggiamento, che passare da una terapia di logopedia allo spettacolo “Parkinsoniani… e la soluzione non si trova” è davvero qualcosa di eccezionale!

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