«L’ansia è una reazione vitale, è la parte negativa di un carattere positivo. È qualcosa che bisogna riconoscere e apprezzare, perché un soggetto ansioso non sarà mai un killer, non sarà mai spietato: si pone sempre una domanda prima di agire. Da questo punto di vista, magari avessimo più persone ansiose attorno a noi». Ma quando si presentano formicolii, bruciori, tensioni, sintomi che il paziente vive ma che il medico non vede, è necessario prendersi una pausa e in alcuni casi di intraprendere una cura farmacologica. Se ne è parlato a FuoriTg su Rai3 con alcuni specialisti, tra cui il prof. Piero Barbanti, primario neurologo presso I’IRCCS San Raffaele Pisana di Roma.

 

Rai 3, Fuori TG - TG3. Ansia: quando è il caso di prendersi una pausa

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