News > 29 settembre, il cuore della cura: prevenire, riconoscere, accompagnare
La Giornata Mondiale del Cuore e la ricorrenza di San Raffaele Arcangelo ci ricordano che prendersi cura di una persona comincia prima della malattia e continua lungo tutto il suo percorso
Nella narrazione biblica, Raffaele accompagna il giovane Tobia durante un viaggio difficile. Non compare soltanto nel momento della guarigione, ma gli resta accanto, lo sostiene davanti agli imprevisti, gli indica come affrontarli e contribuisce alla guarigione del padre cieco. Una figura di guida, che offre una chiave di lettura attuale anche per la medicina moderna: prendersi cura di una persona significa infatti esserle accanto lungo un percorso che precede, attraversa e segue la malattia, dalla prevenzione e dalla diagnosi precoce al trattamento, fino alla riabilitazione e al recupero della quotidianità.
È proprio in questo concetto di continuità e accompagnamento che le due ricorrenze odierne si incontrano. Se la figura di San Raffaele richiama la presenza in tutto il cammino verso la guarigione, la Giornata Mondiale del Cuore porta l’attenzione proprio sul momento in cui quel cammino può cominciare: prima che la malattia si manifesti, attraverso la prevenzione e il riconoscimento precoce dei fattori di rischio.
Ipertensione arteriosa, fumo, sedentarietà, alimentazione non equilibrata, alterazioni della glicemia e del profilo lipidico: indagarli per conoscere il proprio livello di rischio può prevenire l’insorgere di un episodio acuto e contribuire a ridurre l’impatto delle malattie cardiovascolari sulla vita delle persone. Solo in Italia provocano circa 230.000 morti l’anno, pari al 30,8% del totale, come riportato dall’Istituto Superiore di Sanità nel Report epidemiologico Istisan 2025. E la World Heart Federation stima oltre 20 milioni di decessi al mondo per tali malattie – che sono infatti la prima causa di morte a livello globale – sottolineando come una parte rilevante di questo carico possa essere contrastata attraverso prevenzione e gestione dei principali fattori di rischio.
La campagna mondiale 2026, “Don’t Miss a Beat”, parte proprio da un problema spesso sottovalutato: le malattie cardiovascolari possono svilupparsi senza segnali evidenti. La salute del cuore, dunque, si gioca ben prima dell’emergenza, nei valori alterati della pressione che non danno sintomi, in un segnale che si tende a sottovalutare, nelle abitudini quotidiane che possono aumentare o ridurre il rischio di episodi acuti.
Dopo un evento cardiovascolare, il percorso può proseguire attraverso il graduale recupero della capacità funzionale, i controlli periodici e l’adozione di nuovi stili di vita. Prevenzione primaria e secondaria, trattamento e riabilitazione diventano così fasi complementari di uno stesso percorso, con un obiettivo comune: accompagnare la persona non soltanto nella gestione della malattia, ma anche nel recupero dell’autonomia e della qualità di vita.
In questa prospettiva di continuità si inserisce l’attività del Centro per la diagnosi e cura dello scompenso cardiaco – diretto dal Prof. Maurizio Volterrani – che segue in particolare pazienti reduci da interventi cardiochirurgici o da episodi cardiaci acuti, come l’infarto del miocardio.
Insieme alla necessaria terapia farmacologica, il percorso riabilitativo è volto a favorire il recupero della capacità funzionale e la stabilità clinica, così da prevenire l’insorgere di nuovi episodi.
La riabilitazione, tuttavia, non riguarda soltanto il recupero fisico. L’obiettivo è accompagnare la persona verso la graduale ripresa della propria quotidianità, sostenendo il suo reinserimento nella vita familiare, sociale e lavorativa. In questo percorso risultano particolarmente importanti anche il supporto psicologico al paziente e ai familiari e l’acquisizione di comportamenti utili a proteggere nel tempo la salute cardiovascolare.
E per rimanere in tema di prevenzione, domani, mercoledì 30 settembre, dalle 14.00 alle 17.00, l’IRCCS San Raffaele di Roma – via della Pisana 235 – ospita l’ultima tappa della Campagna di Prevenzione 2026 di AISC APS – Associazione Italiana Scompensati Cardiaci, realizzata attraverso un ambulatorio itinerante su camper che vede la presenza di medici e infermieri. L’iniziativa è aperta a tutti, gratuita e senza prenotazione. I partecipanti si potranno recare nel piazzale antistante la struttura per effettuare un elettrocardiogramma (ECG) insieme alla rilevazione di alcuni parametri utili a individuare eventuali fattori di rischio. Sarà inoltre possibile ricevere informazioni sulle principali patologie cardiovascolari, sulla prevenzione primaria e sulle opzioni terapeutiche.