News > 5×1000 ricerca Alzheimer: come sostenere la ricerca e la cura delle demenze
Destinare il 5×1000 alla ricerca Alzheimer è un gesto semplice ma fondamentale per contribuire allo sviluppo di nuove terapie e migliorare la qualità della vita delle persone affette da demenza.
La malattia di Alzheimer è la forma più diffusa di demenza e rappresenta una delle principali sfide sanitarie a livello globale. Si tratta di una patologia neurodegenerativa progressiva che compromette memoria, linguaggio e capacità cognitive, con un impatto significativo non solo sui pazienti, ma anche sulle loro famiglie e caregiver. In questo contesto, la ricerca scientifica gioca un ruolo centrale per individuare nuove strategie di diagnosi e trattamento.
Sostenere la ricerca Alzheimer in Italia significa contribuire concretamente allo sviluppo di cure più efficaci e a una migliore comprensione della malattia. I progressi degli ultimi anni hanno reso possibile una diagnosi sempre più precoce e l’introduzione di approcci terapeutici innovativi, ma è necessario continuare a investire per affrontare una patologia ancora complessa. Si stima che entro il 2050 i casi in Italia cresceranno del 54%.
Il 5×1000 alla ricerca sanitaria rappresenta uno strumento accessibile a tutti: non comporta alcun costo per il contribuente e consente di destinare una quota delle proprie imposte a enti impegnati nella ricerca.
L’IRCCS San Raffaele di Roma è attivamente impegnato nella ricerca sulle demenze attraverso il Centro Disturbi Cognitivi e Demenze, un servizio specialistico dedicato alla diagnosi e alla cura delle patologie neurodegenerative, tra cui l’Alzheimer.
Il centro rappresenta un punto di riferimento per la valutazione dei disturbi cognitivi grazie a un approccio multidisciplinare che coinvolge diverse figure specialistiche. Il percorso prevede una valutazione clinica approfondita, supportata da strumenti diagnostici specifici per l’analisi delle funzioni cognitive, della memoria e del comportamento.
L’attività del centro è orientata sia alla diagnosi precoce sia al monitoraggio dell’evoluzione della malattia, con l’obiettivo di individuare tempestivamente i segnali di decadimento cognitivo e impostare strategie terapeutiche mirate. Accanto alla terapia farmacologica, vengono sviluppati programmi riabilitativi e di stimolazione cognitiva, fondamentali per mantenere il più a lungo possibile le capacità residue del paziente.
Il Centro ha anche avviato una sperimentazione clinica con stimolazione transcranica e ultrasuoni focalizzati, non invasiva e a bassa intensità.
Particolare attenzione è rivolta anche al supporto dei familiari e dei caregiver, attraverso percorsi di accompagnamento che aiutano a gestire le diverse fasi della malattia. Questo modello integrato consente di offrire una presa in carico globale, migliorando la qualità della vita dei pazienti e delle loro famiglie.
Scegliere di destinare il 5×1000 alla ricerca Alzheimer del San Raffaele Roma significa sostenere un centro che unisce assistenza e ricerca, contribuendo allo sviluppo di nuove cure e al miglioramento dei percorsi terapeutici.
Anche una semplice firma nella dichiarazione dei redditi può avere un impatto concreto, supportando progetti scientifici e offrendo nuove opportunità ai pazienti.
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