News > Al San Raffaele Sulmona una delegazione di studenti dello Shibaura Institute of Technology di Tokyo e dell’Università degli studi dell’Aquila
Riabilitazione, robotica e nuove tecnologie al centro dell’incontro, che apre le porte a future collaborazioni tra clinica e bioingegneria.
Una delegazione di studenti giapponesi del “Laboratory of Brain Science and Life Technology” dello Shibaura Institute of Technology di Tokyo, accompagnata dal Prof. Kazuhisa Ito, ha visitato il San Raffaele Sulmona per conoscere da vicino i percorsi dedicati alla riabilitazione delle persone con lesione midollare e le tecnologie impiegate all’interno della struttura.
Presente anche una rappresentanza della Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi dell’Aquila nell’ambito del corso di Meccanica Applicata alle Macchine, insieme al direttore del corso Prof. Pierluigi Zobel e al Prof. Michele Gabrio Antonelli.
Ad accoglierli il Prof. Giorgio Felzani, che ha presentato le attività dell’Unità Spinale di cui è direttore, unico centro di riferimento della Regione Abruzzo.

Dalla palestra spinale alla robotica riabilitativa, dalla terapia occupazionale agli appartamenti domotici
La visita è proseguita nei principali ambienti dedicati al percorso riabilitativo: palestra spinale, area di idrokinesiterapia, palestra robotica, terapia occupazionale e appartamenti di transitional living per la fase di pre-dimissione.
Nella palestra spinale gli studenti hanno potuto osservare gli strumenti e le metodologie utilizzati nella riabilitazione delle persone con danno al midollo spinale. Un focus specifico è stato rivolto alla verticalizzazione del paziente e ai dispositivi impiegati, quali letti per la verticalizzazione, standing elettrici e specifici supporti stabilizzatori.
La delegazione ha quindi visitato l’area di idrokinesiterapia, dotata di tre vasche utilizzate in base alle differenti necessità riabilitative. Tra queste, una vasca di maggiori dimensioni con diverse profondità, idromassaggio e sistema per il nuoto controcorrente, i percorsi vascolari con zone a differenti temperature e una vasca dotata di un sistema che consente un rapido ricambio completo dell’acqua, pensata per pazienti con problemi di continenza.
Ampio spazio è stato dedicato alla palestra robotica e alle tecnologie utilizzate per il recupero motorio e funzionale. Tra queste ALEX, esoscheletro bilaterale per gli arti superiori che integra terapia robotica e realtà virtuale; EKSO, esoscheletro robotizzato per il training della deambulazione; e il Biodex Gait Trainer, treadmill sensorizzato utilizzato per la rieducazione del passo, anche attraverso sistemi di riduzione del carico.

Sono stati inoltre illustrati il guanto robotico per la riabilitazione della mano e dell’arto superiore, il sistema AMADEO per la valutazione e il trattamento neuromotorio di mano e dita e Walker View, tapis roulant robotizzato che combina un nastro sensorizzato, l’analisi tridimensionale della postura e il biofeedback visivo in tempo reale per la valutazione e la rieducazione del cammino.
Durante la visita sono state approfondite anche altre tecnologie utilizzate nei percorsi riabilitativi: dalle onde d’urto al sistema di neuromodulazione PONOS, fino alla produzione personalizzata di tutori in materiale termoplastico, impiegati per contrastare spasticità e retrazioni, mantenere il range di movimento e favorire la funzione residua dell’arto.
L’ultima parte del percorso ha riguardato la terapia occupazionale e i due appartamenti di transitional living progettati per persone con paraplegia e tetraplegia, che integrano soluzioni di domotica avanzata, utili al recupero del massimo livello possibile di autonomia nella vita domestica.

Le nuove sfide dell’invecchiamento
Italia e Giappone – i due Paesi al mondo col maggior numero di anziani – condividono le sfide dell’aumento della popolazione over 65 non autosufficiente e dell’invecchiamento dei pazienti con danno midollare. Per affrontare queste sfide e sviluppare tecnologie accessibili, realmente utilizzabili nei percorsi di cura e nella vita quotidiana delle persone con ridotte capacità motorie, diventa dunque imprescindibile favorire il dialogo tra mondo clinico e bioingegneristico.
“L’occasione di confronto con docenti e studenti dello Shibaura Institute of Technology e dell’Università degli studi dell’Aquila consolida il rapporto pluriennale tra queste realtà accademiche e il gruppo di ricerca del San Raffele”, ha dichiarato il Prof. Felzani. “Nel corso della giornata abbiamo individuato aree di ricerca comuni, che porteranno allo sviluppo congiunto di dispositivi sempre più all’avanguardia con l’obiettivo di ottimizzare gli strumenti e le tecniche riabilitative, attraverso una progettualità in grado di supportare al meglio le ridotte capacità neuromotorie e di autonomia dei soggetti disabili”.