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Barbie protagonista della “Doll Therapy” al nucleo Alzheimer della RSA San Raffaele di Campi S.na

1 Agosto 2023

Ci giocavano sognando la vita da adulte, oggi tornano a farlo ricordando quella da ragazze. Accade nella RSA San Raffaele di Campi Salentina (Lecce) dove gli operatori della struttura, travolti dalla scia inarrestabile del fenomeno Barbie, ne hanno regalato alcune ad un gruppo di pazienti affette da Alzheimer.


äóìLa reazione delle ospiti í stata sorprendente, al di líæ di ogni previsione possibileäó ha raccontato Irene Patruno, educatrice professionale della residenza, spiegando che nelläó»ambito del laboratorio di Doll Therapy alle pazienti del nucleo Alzheimer í stata data la possibilitíæ di scegliere con quale bambola giocare tra le diverse presenti. Giocare con le Barbie non era e non saríæ mai uguale a giocare con le altre bambole anzi, chi giocava con le Barbie spesso non giocava affatto con altre bambole. Le pazienti che läó»hanno scelta, sempre diffidenti nel corso delle sedute precedenti, avevano senza dubbio un trascorso personale legato alla äóìdolläó pií_ famosa al mondo tantäó»í che hanno preso a rapportarcisi come se non avessero mai smesso di farlo, improvvisando acconciature, cambi däó»abito e dialoghi forse mai davvero dimenticati.


äóìLa Doll therapy, o terapia della bambola, rientra nei cosiddetti interventi non farmacologici utilizzati nel trattamento delle demenzeäó, ha spiegato la dott.ssa Maria Giovanna Pezzuto, psicologa della RSA salentina, äóìil contatto visivo e corporeo, la manipolazione tattile e il dialogo con la bambola possono stimolare i processi cognitivi e la memoria, facilitare il dialogo, la capacitíæ relazionale, il rilassamento e i processi emozionali, diminuire i disturbi comportamentali e del sonno, läó»irritabilitíæ e il senso di depressioneäó.


Läó»icona indiscussa delle bambole ha fatto ancora di pií_. Ha eliminato quella patina di grigio e apatia dal volto delle pazienti solitamente poco collaborative alle terapie manuali tingendo di rosa una bollente giornata di luglio in cui tutto í diventato possibile, anche partire per una vacanza al mare a bordo di una spider decappottabile o per una gita in montagna con una roulotte lucente come una reggia, rigorosamente rosa shocking. Per non parlare di quando una delle ospiti alläó»affermazione di una operatrice äóìma quanto sei bellaäó ha risposto äóìma certo, lo soäó. Che non íÂ, questa volta, una delle scene pií_ discusse del film da record che sta svaligiando i botteghini, ma unäó»istantanea di vita reale.


La demenza senile í una patologia neurodegenerativa delläó»encefalo che determina una riduzione graduale e irreversibile delle facoltíæ cognitive, la forma pií_ comune í quella di Alzheimer. Il World Alzheimer Report parla di 46milioni di persone colpite nel mondo nel 2015 che diventeranno oltre 131,5 milioni nel 2050. íš una malattia avida che si prende tutto e anche di pií_. Chi ne í affetto vive una vita parallela, perde la percezione del tempo, dello spazio, delle distanze. Sbiadisce. Come la pellicola di un film. Ma questo non í un film.