Il sollievo dal dolore: domani si celebra la giornata mondiale delle Case di Cura e delle cure palliative

Gli hospice e le cure palliative rappresentano ancora oggi un tassello di notevole importanza del mosaico che compone il mondo dell’assistenza sanitaria territoriale, un punto di riferimento per garantire una migliore qualità di vita a pazienti gravemente ammalati oltre che un supporto per le loro famiglie. Un’assistenza specializzata con l’obiettivo di dare sollievo, che richiede elevata attenzione e professionalità per seguire i sintomi e l’evoluzione della fase terminale di patologie che non permettono di guarire, controllandone le sindromi dolorose.

 

Nonostante siano trascorsi quasi dodici anni dall’approvazione della legge che ha riconosciuto il diritto di tutti i cittadini italiani di accedere alle cure palliative e alla terapia del dolore (legge 38 del 15 marzo 2010), si ripropongono spesso interrogativi che fanno comprendere quanto sia importante spiegare si cosa si tratti. Domani, secondo sabato di ottobre, come ogni anno si celebra la giornata mondiale delle case di cura e delle cure palliative, “un’occasione importante - afferma Girolamo Del Monte, primario dell’Hospice del San Raffaele Cassino - per dare ancora quella informazione necessaria a rendere concreta la legge 38”.

 

Le Case di Cura del San Raffaele che accolgono Hospice sono cinque, sono inseriti nelle strutture di Cassino, Montecompatri, Nepi, Rocca di Papa, e Monte Mario. Costituiscono di fatto una rete specializzata al servizio del territorio regionale. Hanno realizzato un progetto di continuità assistenziale con l’Oncologia Medica dell’Università di Tor Vergata di Roma, creando un network capace di assistere le persone che ne hanno bisogno ovunque abitino nelle provincie di Roma e Frosinone. Anche per questo hanno ottenuto un riconoscimento internazionale prestigioso come Centro di Eccellenza (Designated Centres of Integrated Oncology and Palliative Care Services) dalla European Society of Medical Oncology (ESMO).

 

“Le cure palliative rappresentano un approccio rivolto alla persona malata e al nucleo familiare che lo assiste, volto a riconoscere e gestire i loro bisogni - spiega Del Monte - che sono sicuramente fisici (controllo dei sintomi), ma anche psicologici (ansia, depressione), sociali e spirituali. Lo strumento fondamentale delle cure palliative è rappresentato dalla “presa in carico globale”. Per questo mettiamo al servizio del paziente e della sua famiglia un’equipe multidisciplinare formata da diverse figure professionali che possono affrontare molteplici criticità”. Parliamo di cure rivolte a persone affette da una patologia cronica evolutiva, non solo oncologica, per la quale i trattamenti specifici non danno giovamento e che necessita capacità assistenziali elevate. “Sono la risposta per dare sollievo nell’evoluzione biologica della patologia di base. Insomma prendersi cura di chi sta male e di chi gli vuole bene – sintetizza il primario Del Monte - questo sono le cure palliative”.

L’Hospice “è considerato il centro nevralgico delle cure palliative, è inteso come estensione del domicilio di chi sta male, dove sono sempre presenti medici e infermieri. Ma – prosegue Del Monte - è possibile anche prestare assistenza direttamente a casa del paziente, dove quotidianamente si recano le nostre equipe”.

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