L'attualità del Centro Antifumo del San Raffaele Velletri con l'entrata in vigore della legge a tutela della salute dei non fumatori...

Torna alla ribalta con l’entrata in vigore della legge 16 gennaio 2003 per la tutela della salute dei non fumatori il problema fumo... negli uffici, nei locali pubblici, per le strade non si parla d’altro: la legislazione antifumo del Ministro Girolamo Sirchia.“Una buona legge che completa il percorso di tutela del non fumatore. lI suo presupposto è che ognuno è libero di fumare quanto vuole, ma in nessun caso di danneggiare gli altri”. Si è espresso così nei giorni scorsi l’ex Ministro della Sanità Umberto Veronesi. Ma è sufficiente la legge da sola per debellare un problema così radicato? “E’ indispensabile - spiega il prof. Franco Pasqua, Responsabile del Dipartimento di Riabilitazione Respiratoria della Casa di Cura San Raffaele Velletri- supportare la nuova normativa attraverso una mirata strategia di prevenzione dei soggetti già a rischio di malattie respiratorie ed offrire un mezzo d’aiuto concreto a quanti desiderano smettere di fumare. E’ proprio nel tentativo di perseguire questi obiettivi che esiste presso la nostra struttura un Centro Antifumo”. “Il fumo di sigaretta - continua Pasqua - è oggi la più importante causa di morte prematura prevenibile in Italia e rappresenta uno dei più gravi problemi di sanità pubblica a livello mondiale. I numeri parlano chiaro: il 26,2% della popolazione italiana adulta fuma, il 16,6% sono ex fumatori. 90.000 circa i decessi annui  legati ai danni causati dal tabagismo; 1 vittima ogni 7 minuti (numero di morti circa 10 volte superiore a quello di tutti gli  incidenti stradali e circa 100 volte superiore a tutti gli omicidi). Da qui l’importanza strategica della prevenzione e della possibilità di offrire al cittadino un aiuto valido per smettere di fumare”. Il 40% della popolazione italiana però non conosce l’esistenza dei Centri Antifumo. “Presso il nostro reparto - conclude Pasqua - l’utente viene sottoposto ad indagine anamnestica, radiografia del torace, prove di funzionalità respiratoriae visita specialistica.  Le caratteristiche del soggetto risultanti da questa indagine preliminare consentono di stabilire la terapia da applicare che può essere sia farmacoogica che sostitutiva. La prima prevede l’utilizzo del bupropione, farmaco in grado di ridurre la dipendenza del soggetto dalla nicotina agendo sul sistema nervoso centrale, per mezzo della seconda invece si sostituisce la nicotina della sigaretta con nicotina somministrata a dosi scalari allo scopo di non provocare nel soggetto una riduzione drastica della sostanza”. Il paziente, costantemente supportato dalla consulenza di uno psicologo, viene seguito per un anno e considerato guarito se nell’arco di questo tempo non ha più fumato. Fondamentale è che circa il 40%  dei pazienti trattati “guariscono” completamente dalla dipendenza dal fumo.

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