L’Ambulatorio sarà attivo ogni martedì e venerdì dalle 14.00 alle 18.00

per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il CUP al numero: 06 5225 3535

 

Lo stress da pandemia colpisce sei persone su dieci, secondo una ricerca dell’OMS. L’incertezza, l’ansia, l’attesa e la paura, dopo otto mesi di emergenza, determinano una vera e propria fatica mentale che comporta stanchezza, sfinimento, irritabilità, disturbi del sonno e dell’umore.


Per combattere il disturbo post traumatico da stress-Covid, che può colpire molti pazienti, i loro familiari e chiunque ne sia esposto nei contesti sociali, familiari e di lavoro, il San Raffaele Roma ha deciso di attivare un ambulatorio polivalente. Un pool di psicologi sarà impegnato  presso l’IRCCS San Raffaele Roma di Via della Pisana. L’iniziativa punta l’attenzione proprio sulla sfera psichica di chi, in modo diretto e/o indiretto, ha fatto i conti con il virus.


Così il Gruppo San Raffaele Roma prova a dare un ulteriore apporto e supporto nel superare l’emergenza sanitaria e sociale, che condiziona la nostra vita da circa un anno. L’ambulatorio che sarà operativo da domani, è accessibile a chi ha avuto ed è guarito dal COVID, a persone che sono risultate inizialmente positive anche se senza sintomi o paucisintomatici,  ai loro parenti, e a tutti coloro che una volta risolta la positività, conservano tuttavia una sintomatologia ansiosa.


Viviamo un momento storico in cui si è prede di un disorientamento emotivo e comportamentale forte. Senso di solitudine, angoscia della perdita e rassegnazione pervadono la nostra società. Tutto questo non potrà sparire con la scomparsa del virus, pertanto, intendiamo proporre non un ambulatorio di Psicoterapia, ma bensì qualcosa di più specifico – afferma Amalia Allocca, coordinatrice delle Direzioni Sanitarie del Gruppo San Raffaele Roma - qualcosa che circoscriva in maniera esclusiva tutta l’area psichica sviluppatasi con la pandemia, e quindi come il Virus Sars-Cov 2 abbia psicologicamente colpito le persone, sia affette e poi guarite, sia quelle ancora malate, sino ad arrivare agli affetti stretti, i quali vivono l’impotenza di non poter assistere fisicamente ed emotivamente i propri cari. Un’impotenza che in alcuni potrebbe addirittura disfunzionalmente trasformarsi in senso di colpa”.