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Convegno sulle mielolesioni – Lo studio del Prof. Franceschini: «ogni anno dai 18 ai 22 nuovi casi di lesioni traumatiche per milione di abitanti»

15 Aprile 2015

In occasione della Giornata Nazionale della persona con lesione al midollo spinale, un meeting presso il Ministero della Salute ha esplorato i diversi temi legati alle mielolesioni: dalla presa in carico dei pazienti alle nuove frontiere della ricerca scientifica


«Ogni anno si verificano dai 18 ai 22 nuovi casi di lesioni traumatiche al midollo spinale per milione di abitanti»: è la prima delle evidenze scientifiche portate alla luce da un recente studio del Prof. Marco Franceschini, Coordinatore Clinico e della Ricerca delle Unità Operative di Neuroriabilitazione dell’IRCCS San Raffaele di Via della Pisana. I risultati di questa nuova ricerca sono stati presentati sabato scorso durante un convegno scientifico tenutosi presso l’Auditorium del Ministero della Salute.

 

Iniziata a ottobre 2013, la ricerca ha abbracciato un arco temporale di un anno esatto e ha preso in esame un ampio campione di pazienti tetraplegici e paraplegici disseminati sull’intero territorio nazionale in diverse strutture e unità operative, tra cui anche l’Unità Spinale del San Raffaele Sulmona. Obiettivo della raccolta dati, calcolare l’incidenza sulla popolazione dei nuovi casi di mielolesioni per cause traumatiche ogni milione di persone nonché osservare il percorso post ospedaliero e post traumatico dei pazienti mielolesi.

Più di 1000 i soggetti già osservati. Della popolazione presa in esame, l’83% è di sesso maschile. Per quanto riguarda le origini del trauma, il 41% è stata vittima di un incidente stradale, per il 42% la lesione è conseguenza di una caduta, il 5% è mieloleso perché vittima di atti violenti, un altro 5% per incidenti sportivi, il 4% per immersione subacquea (il restante 3% è altro).

 

Altro interessante dato emerso dalla ricerca è l’incidenza delle complicanze al momento dell’arrivo in ospedale e al momento delle dimissioni: nella prima fase a incidere maggiormente nel paziente sono le piaghe da decubito e i problemi respiratori, mentre in un secondo momento, alle suddette problematiche, seppur ridimensionate, si accompagnano anche complicanze alla vescica.

Rispetto allo studio SIGEM di 15 anni fa, ha infine concluso Franceschini è emerso che «l’età media delle persone con lesioni traumatiche è sensibilmente aumentata (da 38.5 a 48 anni), e ciò è probabilmente legato alla mutata eziologia. I traumi per incidenti stradali sono infatti diminuiti del 13% (15 anni fa erano il 53%), ma sono aumentate le vittime tra i ciclisti e i pedoni (dal 6 % al 24%). Anche le cadute sono significativamente accresciute: dal 22 % di fine anni ’90 al 42% totale, mentre tutti gli altri casi sono fondamentalmente  rimasti stabili».