News > Dalla Puglia al San Raffaele fino alla laurea: la storia di Vito, 22 anni
Giovanissimo paziente del Centro per lo Sviluppo Infantile dell’IRCCS San Raffaele Roma, oggi Vito – ragazzo affetto da sindrome di Down – si è laureato con il massimo dei voti e si prepara a entrare nel mondo del lavoro.
Vito aveva appena 40 giorni di vita quando, da Bari, arrivò per la prima volta al Centro per lo Sviluppo Infantile dell’IRCCS San Raffaele Roma. Oggi di anni ne ha 22, si è da poco laureato con il massimo dei voti all’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, in un corso triennale dedicato ai nuovi turismi, ed è pronto ad affrontare una nuova tappa della sua vita: l’ingresso nel mondo del lavoro.
Un percorso iniziato molto presto
Quando Vito arrivò al San Raffaele, il Centro era diretto dal Prof. Giorgio Albertini, scomparso nel 2017. Fu proprio Albertini a indicare alla famiglia l’importanza di intervenire tempestivamente, attivando fin da subito un percorso di logopedia e psicomotricità. Un esempio concreto di quanto l’intervento precoce sia essenziale per individuare e sostenere le potenzialità del bambino con disabilità fin dalle primissime fasi dello sviluppo, fino all’età adulta.
Da allora, Vito e la sua famiglia hanno continuato a effettuare i controlli al San Raffaele seguendo un monitoraggio che non ha mai riguardato soltanto gli aspetti fisici. Gli specialisti del Centro, infatti, hanno seguito negli anni anche lo sviluppo cognitivo, emotivo, psicologico e relazionale, con uno sguardo complessivo sulla persona e sulle diverse fasi della crescita.
Elemento chiave è stato il lavoro dell’équipe multidisciplinare (Modello Albertini), centrato sul bambino e la famiglia in una prospettiva lifespan, con l’obiettivo di promuovere la qualità di vita in ogni contesto. Come ricorda la mamma di Vito, ringraziando gli operatori della struttura, “le valutazioni e le indicazioni elaborate dagli specialisti venivano condivise con educatori e insegnanti, offrendo strumenti concreti da applicare a scuola e nei diversi ambiti di vita per favorire autonomia, partecipazione e valorizzazione delle potenzialità individuali di Vito”.