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Il caldo sta finendo. Ma per le vie respiratorie, gli effetti di un’estate al fresco possono farsi sentire ancora

16 September 2026

Con la fine dell’estate si spengono progressivamente i climatizzatori. Ma alcuni disturbi respiratori possono persistere.

Dopo mesi trascorsi ogni giorno in ambienti climatizzati, qual è il reale impatto sulle vie respiratorie? Tosse persistente, irritazione bronchiale e broncospasmo possono comparire anche in persone senza una patologia respiratoria nota? E quando un sintomo che si prolunga nel tempo richiede invece un approfondimento clinico? Sono questioni particolarmente rilevanti per chi convive con asma, BPCO o bronchiectasie, ma anche per le fasce più vulnerabili della popolazione.

Al Prof. Franco Pasqua – Responsabile della U.O. di Pneumologia Riabilitativa dell’IRCCS San Raffaele abbiamo chiesto di fare chiarezza sulla base delle evidenze disponibili: che cosa accade alle vie aeree durante un’esposizione prolungata all’aria condizionata, quali segnali non devono essere sottovalutati e quali condizioni ambientali, dalla temperatura all’umidità, fino alla manutenzione degli impianti e al ricambio dell’aria, consentono un uso corretto della climatizzazione.