News > Esoscheletri robotici: due nuove pubblicazioni scientifiche dell’Area di Ricerca in Riabilitazione Neuromotoria e Robotica Riabilitativa dell’IRCCS San Raffaele di Roma
L’Area di Ricerca in Riabilitazione Neuromotoria e Robotica Riabilitativa diretta dal Prof. Marco Franceschini ha recentemente prodotto due importanti contributi scientifici nel campo della neuroriabilitazione tecnologica, pubblicati su riviste internazionali di rilievo. Entrambi gli studi analizzano il ruolo degli esoscheletri robotici nella riabilitazione di pazienti con patologie neurologiche, con l’obiettivo di migliorare il recupero motorio e la qualità della vita.
Il primo lavoro, pubblicato sulla rivista internazionale Stroke e intitolato “Exoskeleton-Assisted therapy enhances upper limb motor recovery in early subacute stroke: a multicenter, single-blind randomized controlled trial”, rappresenta uno dei primi trial clinici randomizzati multicentrici dedicati all’utilizzo di un esoscheletro robotico per la riabilitazione dell’arto superiore nei pazienti con ictus nella fase subacuta. La rivista Stroke è pubblicata dall’American Heart Association, una delle più autorevoli società scientifiche internazionali nel campo delle malattie cerebrovascolari e della prevenzione cardiovascolare.
Lo studio ha coinvolto 94 pazienti arruolati in otto centri di neuroriabilitazione, confrontando un programma di riabilitazione convenzionale con lo stesso trattamento associato a terapia robotica con esoscheletro. Il protocollo prevedeva 25 sessioni di trattamento distribuite in cinque settimane. I risultati hanno mostrato un miglioramento significativamente maggiore nel recupero motorio dell’arto superiore nei pazienti trattati con terapia robotica, misurato tramite la scala Fugl-Meyer. In particolare, il 68,4% dei pazienti del gruppo robotico ha raggiunto un miglioramento clinicamente significativo, rispetto al 31,8% del gruppo controllo, con una probabilità oltre quattro volte maggiore di recupero funzionale. Questi risultati evidenziano come l’utilizzo di tecnologie robotiche avanzate possa potenziare gli effetti della riabilitazione tradizionale, soprattutto nella fase precoce dopo l’ictus, quando i meccanismi di neuroplasticità sono maggiormente attivi.
Il secondo lavoro, pubblicato sulla rivista internazionale Spinal Cord e intitolato “Wearable powered overground exoskeleton reduces dose-dependently the spasticity in individuals with spinal cord injury”, analizza invece gli effetti dell’utilizzo di un esoscheletro per arti inferiori nella riabilitazione di persone con lesione midollare. La rivista Spinal Cord è la rivista ufficiale della International Spinal Cord Society ed è pubblicata dal gruppo editoriale Springer Nature, uno dei principali editori scientifici internazionali.
Lo studio ha incluso 74 pazienti sottoposti a training di deambulazione con esoscheletro robotico. I risultati hanno dimostrato una riduzione significativa della spasticità, valutata tramite la Modified Ashworth Scale, con un effetto dose-dipendente, ovvero con miglioramenti progressivi all’aumentare del numero di sessioni di trattamento. Inoltre, il training con esoscheletro ha contribuito al miglioramento dell’indipendenza funzionale dei pazienti, suggerendo un ruolo importante di queste tecnologie nel trattamento delle complicanze motorie associate alla lesione midollare.
«Questi risultati confermano come l’integrazione tra riabilitazione convenzionale e tecnologie robotiche avanzate possa potenziare il recupero motorio nei pazienti con patologie neurologiche», ribadisce la dott.ssa Sanaz Pournajaf, Ricercatrice Senior Area di Ricerca in Robotica Riabilitativa dell’IRCCS San Raffaele Roma. «In linea con il modello bio-psico-sociale promosso dalla World Health Organization attraverso l’International Classification of Functioning, Disability and Health, la neuroriabilitazione moderna mira a sviluppare interventi sempre più personalizzati, intensivi e basati sulla partecipazione attiva del paziente. Le tecnologie robotiche consentono di aumentare la precisione dell’intervento riabilitativo, modulare il trattamento in maniera individualizzata e monitorare in modo oggettivo i progressi funzionali. In questo contesto, la ricerca traslazionale rappresenta un elemento chiave per favorire l’implementazione clinica di modelli riabilitativi innovativi, trasferendo rapidamente le evidenze scientifiche nella pratica assistenziale e contribuendo alla missione degli IRCCS di integrare ricerca, innovazione tecnologica e cura.»
Nel complesso, questi due studi confermano il ruolo centrale della robotica riabilitativa nello sviluppo di nuove strategie terapeutiche per il recupero neurologico, dimostrando come l’integrazione tra riabilitazione tradizionale e tecnologie avanzate possa favorire il recupero motorio e migliorare gli outcome clinici nei pazienti con ictus e lesione midollare. Le pubblicazioni su riviste internazionali di riferimento testimoniano inoltre la qualità e la rilevanza della ricerca condotta presso l’IRCCS San Raffaele Roma, contribuendo al progresso delle conoscenze scientifiche e allo sviluppo di modelli innovativi di neuroriabilitazione basati su tecnologie robotiche.