News > “Il sapore delle cose semplici”: a Rocca di Papa la Giornata Nazionale del Sollievo si celebra con i ricordi di casa
“In Hospice ci confrontiamo ogni giorno con il confine, con il limite. Eppure, proprio lì, spesso nasce qualcosa di straordinario.” Con queste parole il Dott. Roberto Rossi, Medico Responsabile del Reparto Hospice del San Raffaele di Rocca di Papa, riassume il senso profondo dell’iniziativa “I Sapori del Sollievo”, organizzata in occasione della XXIV Giornata Nazionale del Sollievo.
Dal 19 al 25 maggio il reparto si è trasformato in un luogo di memoria e condivisione, dove pazienti, familiari e operatori sanitari hanno raccolto e raccontato ricette, sapori e tradizioni legati all’infanzia, alla famiglia o a momenti significativi della propria vita. Una vera e propria narrazione culinaria che ha dato vita a un ricettario, fatto di storie intime e autentiche.
“Abbiamo pensato che il cibo fosse il linguaggio giusto per raccontare tutto questo”, prosegue il Dott. Rossi, “perché un piatto della memoria, un profumo di casa, una ricetta condivisa possono riportare il paziente in un luogo interiore sicuro, affettivo, ancora vivo. Questo progetto ha messo in luce come il sollievo non sia solo farmaco, ma anche gesto, parola, ascolto. È stato emozionante vedere i nostri pazienti raccontarsi attraverso i sapori. E credo che, nel farlo, abbiano curato anche un po’ noi.”
La Dott.ssa Francesca Principini, Coordinatrice Infermieristica del Reparto Hospice, racconta che “è stato come aprire una finestra sul loro mondo più intimo. Una ricetta non è mai solo un elenco di ingredienti: è un gesto imparato da una madre, un odore che riempiva la cucina da bambini, un piatto preparato ‘come lo faceva papà’. Raccogliere queste storie ha attivato un processo dolce e profondo: i pazienti si sono sentiti ascoltati e valorizzati, e noi ci siamo ritrovati a camminare accanto a loro in modo diverso, più umano. Il ricettario che ne è nato è, in fondo, un atto di cura.”
L’Hospice San Raffaele Rocca di Papa conferma così il suo impegno nel promuovere un’umanizzazione delle cure che vada oltre l’aspetto clinico, valorizzando l’ascolto, l’empatia e il vissuto personale come strumenti fondamentali per offrire sollievo e vicinanza a chi affronta un momento delicato della propria vita.
“Ogni piatto raccontato ha portato con sé un’emozione, un ricordo, una carezza del passato. Un piccolo gesto, una parola, un sapore condiviso, capaci di creare connessioni profonde tra chi vive l’esperienza della malattia e chi se ne prende cura. L’obiettivo dell’iniziativa è stato quello di restituire al paziente un frammento di quotidianità e familiarità, per riscoprire – anche attraverso la memoria – quelle emozioni positive che scaldano l’animo e nutrono la speranza” conclude.