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La vendemmia che riaccende i ricordi: Festa dell’Uva al San Raffaele Rocca di Papa

14 Settembre 2026

Una giornata per stare insieme, coinvolgere le famiglie e riscoprire ricordi legati alle tradizioni di un tempo: è questo lo spirito della Festa dell’Uva, organizzata nella RSA della Casa di Cura San Raffaele Rocca di Papa. Un appuntamento di convivialità e aggregazione dedicato agli ospiti della struttura e ai loro familiari nel mese tradizionalmente legato alla vendemmia.

La raccolta dell’uva appartiene infatti alla memoria di molte generazioni e può riportare alla mente immagini, gesti e consuetudini di un tempo: i filari e le cassette colme d’uva, le mani impegnate a separare i grappoli, le giornate trascorse nei campi in un momento dell’anno che coinvolgeva spesso intere famiglie. Un patrimonio di esperienze capace di riaccendere preziosi ricordi personali.

Nella giornata precedente alla festa, gli ospiti sono stati coinvolti in attività artistiche e manuali preparatorie, colorando e ritagliando decorazioni ispirate alla vendemmia, poi utilizzate per allestire la sala comune.

“Le iniziative promosse dalla Casa di Cura rientrano in una più ampia programmazione, che si sviluppa lungo due percorsi complementari. Da una parte, eventi e momenti conviviali aperti alle famiglie e finalizzati a rafforzare le relazioni e la socialità, proprio come la Festa dell’Uva. Dall’altra, attività interne di terapia occupazionale, come il laboratorio di cucina e il progetto Talenti, insieme ad altri appuntamenti dedicati agli ospiti, tra cui proiezioni cinematografiche”, afferma la Dott.ssa Veronica Camponi, Psicologa e Neuropsicologa della struttura.

Il Centro definisce una programmazione bimestrale delle attività, con l’obiettivo di accompagnare ogni persona nel mantenimento, per quanto possibile, della propria autonomia e delle funzioni cognitive, senza trascurare la dimensione sociale e relazionale, particolarmente importante nella vita in una struttura residenziale. “L’obiettivo è garantire una risposta ai bisogni sanitari e assistenziali, ma anche creare le condizioni affinché gli ospiti possano continuare a partecipare, esprimersi, mantenere interessi e relazioni”, conclude.