• VIDEO

Otto biomarcatori per intercettare chi potrà sviluppare l’Alzheimer tra chi soffre già di disturbi cognitivi lievi

19 Febbraio 2025

“Grazie ai risultati di questo studio, oggi possiamo individuare con maggiore precisione le persone a rischio di demenza tra coloro che soffrono di un disturbo cognitivo lieve”. Lo ha spiegato il Prof. Paolo Maria Rossini, Responsabile del Dipartimento di Neuroscienze e Neuroriabilitazione dell’IRCCS San Raffaele e coordinatore del progetto Interceptor, ai microfoni del TG1.

Un traguardo reso possibile grazie alla scoperta di otto biomarcatori, che combinati tra loro permettono di intercettare precocemente i pazienti più vulnerabili. Un passo avanti significativo nella lotta contro le malattie neurodegenerative, frutto di un lavoro finanziato dal Ministero della Salute e AIFA e i cui primi risultati sono stati presentati in un convegno organizzato dall’Istituto Superiore di Sanità, dal Policlinico Gemelli e dall’IRCCS San Raffaele

“Solo un terzo dei soggetti reclutati dai 19 centri di ricerca coinvolti si è ammalato nel corso del follow-up di 36 mesi – ha spiegato Rossini – ed è questa la percentuale che ci aspettiamo”.