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Una nuova strategia terapeutica per il trattamento dell’obesità: lo studio del team del Prof. Caprio premiato dalla Endocrine Society con un “Outstanding Abstract Award”

14 Marzo 2016

Nell’abstract sono riportati i risultati di una ricerca in cui viene dimostrato che il blocco dei recettori MR (Mineralcorticoide) e GR (Glucocorticoide) aiuta a contrastare l’espansione del tessuto adiposo in presenza di una dieta obesogena

Una nuova strategia terapeutica per il trattamento dell’obesità potrebbe consistere nell’inibizione contemporanea di due recettori nucleari: il mineralcorticoide e il glucocorticoide. È questa l’evidenza emersa da un lungo studio del team di ricerca del Prof. Massimiliano Caprio, Responsabile del Laboratorio di Endocrinologia Vascolare dell’IRCCS San Raffaele Pisana di Roma, composto da Caterina Mammi, Andrea Armani, Vincenzo Marzolla, Alessandra Feraco e Antonella Antelmi.

Risultati presentati in un abstract recentemente premiato con un “Outstanding Abstract Award” dalla Endocrine Society, che con più di 17.000 membri provenienti da oltre 120 paesi del mondo, è tra le più autorevoli società scientifiche internazionali. «Un riconoscimento prestigioso – ha dichiarato Caprio – che premia l’originalità del lavoro e la forza dei dati estremamente convincenti».

Importanti le evidenze scientifiche da esso emerse: prima tra tutte, quella che inibire per via farmacologica (attraverso cioè i cosiddetti “antagonisti”) l’attivazione di entrambi i recettori mineralcorticoide e glucocorticoide contrasta l’espansione delle cellule adipose. Il lavoro è stato tra l’altro accettato anche su International Journal of Obesity, una delle migliori riviste scientifiche sul settore.

Non essendo ancora del tutto chiaro il ruolo sia di MR che del GR nel mediare gli effetti deleteri di una dieta obesogena sul tessuto adiposo, i ricercatori hanno studiato l’effetto di un antagonista combinato, che blocca cioè entrambi i recettori. Anche in questo caso i risultati sono stati più che soddisfacenti: «I nostri dati – ha evidenziato la dottoressa Caterina Mammi – dimostrano che l’antagonismo combinato di GR e MR ha effetti protettivi ancora più marcati di quelli osservati con l’antagonismo del solo MR, in termini di riduzione del peso corporeo e dei depositi di grasso. Infatti, i topi a cui abbiamo somministrato l’antagonista, hanno mostrato una marcata differenza nel peso corporeo totale. Inoltre, a livello cellulare, il blocco farmacologico combinato di MR e GR è stato anche in grado di contrastare l’aumento della dimensione degli adipociti (ipertrofia adipocitaria), che rappresenta un indice di infiammazione e di disfunzione metabolica. È importante sottolineare che tali effetti non erano dovuti alla minore assunzione di cibo, ma ad un marcato aumento del dispendio energetico».